L'antica dimora

Il maniero ha origine medioevale, edificato probabilmente nel VI sec. d.C. dai Bizantini come presidio di difesa a guardia della valle del fiume Neto; nei secoli successivi il Castello perse la funzione militare e divenne residenza nobiliare di famiglie prestigiose (Ruffo, Cavalcanti, Barracco).
Costruito su uno sperone di roccia, ha una struttura dall’andamento articolato, di forma trapezoidale, circoscritta dalla cortina muraria che lo separa dall’abitato e nella quale, ad oriente, si apre l’ingresso con ponte levatoio. Sul lato opposto, gli imponenti muraglioni convergono sull’unica torre, conferendo al castello la sua sagoma unica ed inconfondibile. Dallo splendido giardino pensile e dalla torre si ammira un panorama mozzafiato su tutto il Marchesato, con il mare all’orizzonte.
A riconfigurare l’edificio furono senza dubbio i Cavalcanti che lo acquisirono nel 1651. A tale periodo si devono far risalire i portali in pietra e probabilmente la definizione dell’impianto architettonico, che presenta palesi richiami alle tipologie dei palazzi signorili del Settecento. Del periodo Cavalcanti sono i soffitti lignei dipinti e la Cappella Palatina, allestita intorno al 1669 e da allora rimasta intatta anche negli arredi.

Tuttavia se i Cavalcanti definirono l’impianto dell’edificio anche i Barracco lasciarono opere importanti, trasformando il castello in una residenza confortevole ed altamente tecnologica; fra queste ad essere significativa è senz’altro la torre acquedotto progettata dall’architetto Adolfo Mastrigli nel 1885, un’originale costruzione che non funge solo da torre piezometrica ma anche da belvedere.
Di particolare pregio la corte interna e lo scalone monumentale a doppia rampa che immette sul ballatoio da cui si accede alle varie ali del piano nobile.